SIAB, Via Magna Grecia 128, Roma; 11 ottobre 2021, ore 19:30

Relatore: Lucio Sebastiani.

La conferenza si svolge in presenza e in diretta Facebook

 

Nella parte introduttiva il relatore illustra i motivi per i quali si tratta questo argomento all’interno dell’analisi bioenergetica. La ragione principale è che ‘La risata è un fenomeno corporeo’; si ride in gruppo senza motivo partendo dalla sollecitazione del diaframma.  Anche nello “Yoga della risata” si lavora su fenomeni corporei che si incontrano nelle classi di movimento bioenergetico.

Le teorie che si sono succedute fin ora colgono tutte un solo fenomeno specifico sulla risata, invece essa è un fenomeno polisemico. Il pensiero occidentale sulla risata postula la “Teoria della superiorità” (rido deridendo), la “Teoria dell’incongruenza” (violo le aspettative comuni), la “Teoria del sollievo” afferma che ridere serve per  rilasciare energia. Queste tre teorie non colgono tutte le sfaccettature della risata.

Un esempio della teoria dell’incongruenza lo possiamo trovare nel film ‘Totò truffa 62’ dove Totò vestito da donna incipria un uomo; l’immagine incongruente provoca la risata. Questo spezzone parla delle teorie che confondono la risata con il senso comico.

Robert R. Provine, Psicologo statunitense esperto mondiale della risata, nel suo libro ‘La risata:  un’investigazione scientifica’, sostiene che la risata nasce per creare legami di gruppo. Nasce così un filone di studi che parlano della risata come grooming sociale.

Cosa dicono le neuroscienze sulla risata? Uno studio recente dell’Università di Parma, condotto dal dott. Carvana, riassume le evidenze acquisite fin oggi sulla risata; monitorando l’attività dei neurochirurghi che studiano la stimolazione elettrica cerebrale si sono scoperte tre elementi di base:

1) segregazione funzionale tra risata spontanea e indotta, sono supportate da 2 diversi tratti neurologici. La risata spontanea attiva la corteccia cingolata anteriore.

2) la risata spontanea non è connessa all’umorismo, non si ride sempre per senso comico.

3) entrambe le risate attivano gli stessi pattern motori, si apre perciò la porta all’uso della risata intenzionale nel lavoro corporeo.

Alexander Lowen, nel suo libro ‘Il linguaggio del  corpo’ e in ‘Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica’, sostiene che la personalità è da intendere in termini di processi energetici. La dimensione corporea e quella mentale sono supportati dalla stessa energia; la respirazione carica e scarica l’organismo come una sfera dal centro alla periferia; i movimenti verso l’esterno vanno dal basso in alto e viceversa. La  risata  lavora sulla parte anteriore del nostro corpo dove troviamo gioia e tristezza mentre nella parte dietro risiede l’aggressività e la difesa.

Nelle classi di movimento bioenergetico si possono esplorare le dimensioni della risata

inter-corporea: (ridere insieme), si crea un’alchimia di gruppo, contagio (si attivano i neuroni specchio), rido in gruppo e sperimento la relazione.

intra-corporea: si lavora di più sulla parte anteriore, sul canale viscerale; quando rido perlustro il canale viscerale. Dalla bocca all’ano siamo vuoti e lo spazio è riempito dai muscoli; quando rido tiro su il diaframma creando un’onda longitudinale, si può sentire se la risata  arriva al perineo o se rido di gola.

In questo modo, ridere può diventare uno strumento per  conoscere le contrazioni croniche, le emozioni inscritte nel corpo. Quando si reprimono gli istinti a causa di divieti provenienti dall’esterno, l’organismo serra il ventre bloccando così il diaframma e il pavimento pelvico. La risata crea un sussulto che mobilizzando le tensioni può far emergere le emozioni bloccate; anche il pianto è un movimento simile al riso e consente di arrivare ancora più profondamente nell’emozione. Il riso mette insieme sia i movimenti volontari che quelli involontari, si può ridere per una volontà dell’io (scelgo di ridere), oppure ci si può arrendere al riso diventando così un auto-espressione del sé corporeo. La clemenza verso il modo in cui si ride è la chiave per arrendersi alla risata spontanea (assenza di giudizio). Alexander Lowen affermava che tutti i movimenti volontari si sovrappongono a soggiacenti movimenti involontari. La risata è piacevole di per sé, soddisfacendo quel bambino che siamo stati. Il neonato ride ancora prima della lallazione: la risata è anche suono che crea un ponte tra il neonato e chi lo accudisce, una dotazione innata negli esseri umani. Il suono è la voce del corpo, il principale canale di espressione e di sfogo, piangere e ridere portano fuori ripristinando il respiro naturale.

Se ci si concentra tra una risata e quella successiva si può notare che c’è un inspirazione naturale (involontaria); non ci sono però solo risate di gioa. Per esempio c’è un riso fisso come un ghigno, o un riso da buffone che servono a coprire vissuti dolorosi. Alexander Lowen parla della dimensione del “diavolo”, come emozioni negate dall’io ma che vengono rivendicate a livello corporeo. Quando la tristezza il dolore si reprimono si crea una forza demoniaca nella pancia dove gli istinti sessuali aggressivi si trasformano in odio e perversioni. Quando lavoriamo nelle classi di bioenergetica, con la risata possiamo accedere a questi vissuti corporei integrando queste parti di noi.

Simone Consalvi, Psicologo tirocinante SIAB