23 febbraio 2026
Alexander Lowen (1910-2008), fondatore dell’analisi bioenergetica, ha offerto nell’ambito della psicoterapia un punto di vista sul rapporto tra piacere e potere che può risultare di particolare interesse in questi tempi di polarizzazione e di ridefinizione degli equilibri di potere.
Per comprendere al meglio la visione loweniana, occorre porre attenzione a come Lowen definisce i due termini che mette in rapporto: il piacere e il potere. Il piacere su cui porta l’attenzione Lowen non è comunemente preso in considerazione, ma è un concetto centrale nel movimento di riscoperta del corpo, di cui l’analisi bioenergetica fa parte: il piacere di essere pienamente vivi nel qui e ora. Questa forma di piacere emerge nel momento in cui radichiamo il nostro esserci, il senso della nostra presenza e, quindi, il nostro comportamento e il nostro pensiero, nel principio di bilanciamento tra le polarità psico-corporeo-relazionali.
Il principio di bilanciamento si modella, a sua volta, sull’andamento ritmico e ciclico delle funzioni vitali, a partire dalla respirazione, con le sue due fasi, l’inspirazione e l’espirazione, e dal rapporto tra le varie parti dell’apparato muscolo-scheletrico, a partire dalla posizione ortostatica e dall’esperienza del camminare, con il passaggio da un piede all’altro.
Questa forma di piacere ci permette di coltivare l’armonia, la grazia, la creatività e la padronanza di noi stessi. Ne “Il piacere. Un’approccio creativo alla vita”, infatti, Lowen scrive: “La creatività nella terapia come nella vita risulta dalla fusione di forze antitetiche. La capacità di esprimere una sensazione e la capacità di controllarne l’espressione sono due facce della stessa medaglia, ovvero due aspetti dell’individuo adulto.” (1984, p.217). Da notare che nell’edizione originale Lowen parla di “forze polari”.
Proprio lo stare in grounding, l’assetto qualificante in modo emblematico l’analisi bioenergetica, significa incarnare creativamente il principio di bilanciamento tra le polarità psico-corporeo-relazionali, e significa, quindi, porsi nell’assetto atto a favorire l’emergere di uno spazio di lavoro interiore, in cui le tendenze opposte si collegano formando un continuum al cui interno possono dialogare, modularsi reciprocamente e dare vita a mescolanze che producono comportamenti adatti alle varie situazioni e agli obiettivi da raggiungere.
Come si vede, si tratta della gestione interiore del potere di autoregolazione, nel suo senso più ampio, gestione che risulta strettamente connessa con le esperienze relazionali fondate, a loro volta, sui principi del bilanciamento e del dialogo. Su tutto questo, per Lowen, si basa la possibilità di esprimere a livello sociale una gestione appropriata del potere di regolazione collettiva, nel senso di “potere di fare insieme” e non di “potere sulle persone e sulle cose”. Il potere che Lowen auspica e a cui intende contribuire è, dunque, espressione insieme del senso di appartenenza e del senso dell’apertura all’altro, in quanto polarità fondamentali della vita sociale. In conclusione, credo che si possa dire che Lowen ci offra le coordinate per un’etica incarnata in senso bioenergetico. Si tratta sicuramente di una bussola preziosa in questi nostri tempi burrascosi che richiedono centramento e creatività per dare forma a nuovi equilibri personali e collettivi.
Bibliografia
Geloso L. (2025 ). La regolazione energetico-emozionale attraverso il rapporto tra aggressività e tenerezza. Corpo e identità n.1/35-59.
Lowen A. (1970). Il piacere. Un approccio creativo alla vita. Roma: Astrolabio, 1984.
Lowen A. (1975). Bioenergetica. Milano: Feltrinelli, 1983.
