14/03/2019

Diana M. Scubla

MILANO, 5 marzo 2019 Presentazione del Libro:

L’APPROCCIO BIOENERGETICO ALLA PSICOTERAPIA INFANTILE. Corpo, Trauma, Grounding. (Franco Angeli Ed.) A cura di Christa D. Ventling. Edizione Italiana a cura di Livia Geloso.

Presso la sede di Milano della Società Italiana di Analisi Bioenergetica, Livia Geloso presenta il libro di cui è curatrice e introduce i partecipanti ad una breve esperienza psico-corporea.

La dott.ssa Livia Geloso racconta la genesi del libro, nato nel lontano 1993 da un’idea seme di un collega psicoterapeuta – analista reichiano e bioenergetico – Arnt Vilhelm Halsen MD, mancato nel 1996. Grazie alla collaborazione con altri colleghi analisti bioenergetici, che si occupano di psicoterapia infantile, il libro viene completato e stampato nell’agosto 2000 nell’edizione in lingua inglese “Childhood Psychotherapy. A Bioenergetic Approach”, a cura di Christa D. Ventling. Solo nel 2018 riusciamo ad avere la traduzione in lingua italiana.

Sono passati 25 anni, dall’idea seme, ed il libro è il primo testo sull’argomento e fornisce descrizioni di pratica clinica bioenergetica svolta sia in ambito privato che pubblico, dal periodo perinatale alla pubertà. Gli articoli pubblicati forniscono una nuova prospettiva insieme ad una nuova dimensione della terapia bioenergetica fornendo un arricchimento della psicoterapia infantile classica.

Il libro contiene sette articoli sulla psicoterapia infantile, Arnt V. Halsen, contribuisce al libro con un suo articolo: “Il lavoro bioenergetico con i bambini: esperienze di un’Unità Psichiatrica Infantile”. Gli altri autori che partecipano alla stesura del libro sono psicoterapeuti bioenergetici europei ed americani, membri dell’Istituto Internazionale di analisi Bioenergetica – IIBA. C. D. Ventling scrive “Nascita e Legame: essere o non essere” in cui viene descritto il legame mamma-bambino, le problematiche e le conseguenze nello sviluppo; V. Schroeter scrive di un caso clinico: “Migliorare il legame usando la bioenergetica e le valutazioni sensoriali: un caso clinico” in cui si parla di legame pre e postnatale; J. Kühntopp e V. Heinrich “Diadi Bioenergetiche. Svelare i deficit della relazione madre-figlio, in questo articolo vengono presentati esercizi bioenergetici per mamma e bambino; T. Wills scrive “L’intervento con la palla blu: integrare la bioenergetica nell’Unità di Psichiatria Infantile per Casi Acuti”; S. B. Robert-Ouvray scrive un articolo su un caso clinico: “Douglas, o dell’effetto paralizzante della sovra-stimolazione sensoriale”; R. Mahr scrive su due casi clinici: “Bambini traumatizzati: una sfida per il terapeuta bioenergetico”.

Come scrive in prefazione William E. White PhD Presidente IIBA: “Questo libro rappresenta un contributo unico per la comprensione della formazione dell’essere umano e di cosa significhi essere pienamente umani” e aggiunge che gli autori sono psicoterapeuti ed analisti bioenergetici europei ed americani “cosa che evidenzia il fatto che il tema è transculturale… mentre i fattori genetici continuano ad essere esplorati nei laboratori scientifici, i dati riguardanti aspetti dell’allevamento e della relazione, che hanno un impatto sull’organismo in sviluppo, è fornito da centri clinici, scuole e studi privati …l’influenza pervasiva dell’ambiente, l’estensione dell’abilità genitoriale nel dare forma all’attaccamento, e le qualità delle interazioni umane nella sfera sociale forniscono gli ingredienti che determinano la sfida evolutiva dell’umanità per ogni persona”.

IL CONTRIBUTO DELL’ANALISI BIOENERGETICA ALLA PSICOTERAPIA INFANTILE

Livia Geloso, psicoterapeuta, supervisore, didatta e local trainer SIAB.

Parlando del libro, di come esso è frutto di un serio lavoro clinico, colleganza e relazioni, la dott.ssa Livia Geloso si sofferma sul contributo specifico dell’Analisi Bioenergetica alla psicoterapia infantile.

Tale contributo si incentra su tre strumenti fondamentali, che l’approccio bioenergetico ha sviluppato:

  • l’osservazione di come i bambini manifestano la loro vitalità, quindi la loro energia, in particolare attraverso il modo in cui si muovono nello spazio

  • l’osservazione delle costrizioni corporee ed emotive che ostacolano l’espressione emotivo-affettiva

  • come i bambini si rapportano con il terapeuta

Attraverso questi tre strumenti il terapeuta bioenergetico osserva e valuta i comportamenti infantili disfunzionali, tra i quali i più diffusi sono:

  • la dissociazione,

  • l’impulsività e

  • l’aggressività sfidante;

Queste sono le tre tematiche fondamentali che troviamo nei bambini in psicoterapia.

La dott.ssa Livia Geloso, procede spiegando come in Analisi Bioenergetica si viene formati ad osservare a livello corporeo il disturbo dissociativo e a lavorare con questa problematica sia a livello corporeo che verbale. Per esempio, i terapeuti e analisti bioenergetici vedono dall’atteggiamento della persona, dalla mimica facciale il palesarsi di un’emozione, ma la persona non la vive, non la riconosce. La persona, ed anche il bambino, è distaccata dall’emozione. Il lavoro che viene proposto è procedere con il ricollegare la persona con le emozioni ed i sentimenti che sta vivendo; questo è un lavoro importante di riconnessione. In particolare gli analisti bioenergetici sono formati a favorire l’instaurarsi di un senso di connessione sicura tra paziente e terapeuta, la qual cosa calma il paziente e permette di sviluppare la capacità d’impegnarsi nella relazione e nell’essere presenti, nonostante i temi portati, favorendo la possibilità di elaborazione del trauma. La questione importante è come gli analisti bioenergetici gestiscono la ricostruzione della capacità di fare legame, di essere in sintonia con un’altra persona, questo è fondamentale perché è ciò che fa sentire sicuri. Quindi procedono per recuperare, o costruire ex novo, la sensazione che ci sono dei momenti, delle situazioni in cui ci si può sentire al sicuro, andando a risistemare laddove ci sono stati danneggiamenti, interruzioni della capacità di predisporsi a connettersi in un modo sicuro. Gli analisti bioenergetici vengono formati anche ad osservare a livello corporeo il comportamento impulsivo, aggressivo e/o sfidante e a lavorare con queste problematiche sia a livello corporeo che verbale, in particolare attraverso esperienze di contenimento e di enterocezione. Nel lavoro con qualunque problematica viene utilizzata l’esperienza del grounding – radicamento, che per l’Analisi Bioenergetica significa non solo radicamento a terra, ma anche radicamento nel sé corporeo e, per estensione, radicamento nella propria realtà – per favorire l’integrazione della personalità e lo sviluppo della funzione coordinatrice dell’Io.

La dott.ssa Livia Geloso aggiunge che è bene specificare che l’Analisi Bioenergetica sta apportando il proprio contributo alla psicoterapia infantile, senza voler inventare un’altra psicoterapia. E’ di primaria importanza per l’analisi bioenergetica, come per altri approcci, che il gioco resti il veicolo fondamentale per accedere al mondo del bambino; ed il setting – l’arredamento del luogo, degli studi di bioenergetica per bambini – sarà molto simile agli altri studi dove si lavora con i bambini. Un analista bioenergetico avrà in studio anche i cuscini, i materassi, etc., etc.., ma ci devono essere anche strumenti per disegnare, perché è molto importante che il bambino possa esprimersi attraverso il disegno. E’ fondamentale utilizzare l’analisi del disegno infantile ed integrarla col lavoro di osservazione ed intervento bioenergetico. Nel libro vi esempi di lavoro con i bambini attraverso il disegno ed ovviamente attraverso il gioco ed i giocattoli.

Inoltre, viene precisato dalla dott.ssa L. Geloso che gli Analisti Bioenergetici tengono conto anche del movimento espressivo, che è importante nel lavoro con gli adulti, ma ancora di più con i bambini (ndr: le tre colonne dell’analisi Bioenergetica sono la consapevolezza di sé, l’espressione di sé e la padronanza di sé). Nella terapia bioenergetica con i bambini si pone particolare attenzione, per prima cosa, a creare un campo empatico energetico, e quindi si invitano i bambini ad utilizzare, come vogliono, quel che c’è nella stanza di terapia. Il terapeuta inizia ad osservare, inizia con l’osservare qualsiasi cosa che il bambino fa nello spazio e la sua interazione con gli oggetti che vi si trovano, ponendo attenzione a sostenendo il suo movimento vitale. Si osservano anche le restrizioni ed esitazioni che i bambini possono avere nel loro modo di muoversi ed esprimersi. Poi c’è un “andare e venire” tra ciò che viene osservato e ciò che viene proposto. Per quanto riguarda le proposte, i terapisti ed analisti bioenergetici invitano i bambini ad espandere i propri movimenti e la propria espressività; li si invita ad esplorare altre possibilità, ad aumentare il repertorio delle possibilità sia riguardo ai movimenti, sia riguardo all’espressività. Si lavora anche molto nel favorire il contenimento, il senso di sentirsi contenuti e rassicurati dal senso di contenimento della situazione, ad esempio giocando, si permette al bambino la possibilità di nascondersi, avvolgendosi dentro un lenzuolo, dentro una coperta, nascondendosi sotto i cuscini per poi uscire fuori. Poi si usa anche il gioco di ruolo per sviluppare la capacità del bambino di impegnarsi creativamente nell’elaborazione dei propri conflitti.

L’INNOCENZA DELL’INFANZIA

La dott.ssa Livia Geloso conclude l’intervento con un argomento molto caro ad Alexander Lowen, fondatore dell’Analisi Bioenergetica, quello dell’innocenza dell’infanzia.

I bambini hanno bisogno di provare il senso di innocenza collegato al senso di sentirsi al sicuro in presenza di un adulto, di una figura di riferimento. Tante volte viene detto ai bambini che possono stare tranquilli proprio perché sono in presenza di un adulto significativo: “stai tranquillo, ci son qua io adesso, e non ti può succedere nulla”; questa è poi la stessa frase che noi da adulti poi ci ri-diciamo per farci sentire al sicuro. Ad un livello ragionevole, dire una tale frase, rappresenta una grande bugia, perché nessuno di noi può garantire, in assoluto, a nessun’altro che la propria presenza potrà portare la sicurezza e la protezione necessaria da qualsiasi guaio. Anzi a volte sono proprio le figure accudenti che diventano minacciose, pericolose ed oltraggiose per il bambino. Nonostante questo noi abbiamo bisogno di sperimentare momenti, sia all’inizio della nostra vita, ma poi anche da adulti, ed anche più volte nella stessa giornata, di tranquillità paradisiaca, di uno stato psico-corporeo di serenità, contro ogni razionalità. E questo lo facciamo anche da adulti, quando durante la giornata, facciamo vivere la nostra parte bambina in uno stato paradisiaco di sicurezza, mentre la parte adulta vive e rimane in contatto con la realtà e la precarietà della condizione umana, che la realtà porta. C’è questa dualità.

In analisi bioenergetica il rapporto tra la parte adulta che dà il senso di sicurezza e quella bambina è rappresentata dal rapporto tra la parte strutturale forte e la parte viscerale del sistema psicocorporeo.

L’apparato scheletrico-muscolare rappresenta la parte nostra adulta, e la sua capacità di stare, di radicarsi contro la gravità e la sua forza di agire, è la muscolatura volontaria, il poterla percepire, ci dà il senso di sicurezza di poter gestire la nostra vita – agency. La nostra parte bambina la possiamo individuare nel canale viscerale, dove abbiano l’apparato respiratorio, l’apparato digerente e uro-genitale.

Queste due parti si incontrano in un spazio interno, dove si muovono muscoli che sono quasi completamente sotto il controllo del sistema nervoso volontario, ma in stretto rapporto con la visceralità, e sono i muscoli legati alla respirazione. Se i muscoli della respirazione sono contratti e non si muovono in armonia con la parte viscerale, ci danno la sensazione di essere intrappolati dentro noi stessi, non siamo in grado di darci sicurezza, anzi al contrario, la parte viscerale si sente maltrattata. Se invece questi muscoli vanno insieme, fanno una carezza interna e danno un senso di benessere, di protezione, di contenimento e di coccola alla dimensione viscerale. Questi muscoli sono: il diaframma toracico, i muscoli addominali profondi – i muscoli trasversi dell’addome che aiutano il diaframma ad ampliare la capacità polmonare, e i muscoli del pavimento pelvico, che devono accompagnare il movimento del respiro, del parto, e sono collegati alla stazione eretta.

Il sostegno primario, è il sostegno alla nuca dato al neonato; è il primo test tramite il quale da neonati si sperimenta la sicurezza, in quali mani siamo capitati, come siamo stati presi al momento della nascita ed in seguito e quindi apprendo, da come sono tenuto, se l’ambiente è in grado di darci sufficiente sostegno.

Con queste considerazioni e con l’esperienza in coppie del sostegno alla posizione eretta in grounding si conclude la serata.

Un sentito grazie a Livia Geloso.