La SIAB proudly presents l’ultimo numero della sua rivista

Corpo & identità n. 1/2020.

Chi tra i non-soci fosse interessato alla lettura di uno o più articoli, è pregato di rivolgersi alla segreteria Siab.

 

Il presente numero 2020 di Corpo & Identità inizia con due commemorazioni. “Il passato ci cura”: La scrittura autobiografica di Luisa Parmeggiani è un contributo di Christoph Helferich scritto in occasione della commemorazione da parte dei Soci SIAB della compianta Luisa Parmeggiani (1926 – 2019), membro fondatrice della nostra Società, il 15 dicembre  dell’anno scorso a Roma. Negli ultimi decenni della sua vita, fino quasi ai novant’anni, Luisa Parmeggiani ha sviluppato una sorprendente e feconda attività di scrittura. Il contributo dà un resoconto dei suoi tre romanzi autobiografici, sottolineando la funzione curativa della memoria come salvezza dall’oblio.

Per i dieci anni dalla scomparsa di Alexander Lowen, il 3 ottobre 2018,  nella prestigiosa sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, la SIAB organizzò, una giornata commemorativa dedicata al suo padre fondatore. A questa occasione risale il contributo di Salvatore Giammusso, Professore di Filosofia all’Università Federico II, Un profilo di Alexander Lowen tra bioenergetica e filosofia. Si tratta di una conferenza ricca  di osservazioni e stimoli a ulteriori riflessioni che, a partire da Nietzsche, indaga il reciproco apporto di filosofia e psicoterapia  relativamente al tema della corporeità.

È proprio nel contesto della corporeità che il concetto di energia da sempre è stato di massima importanza. A questo tema è dedicata, con ben cinque contributi, la parte principale di questo numero. Nel suo contributo molto conciso, Il concetto di energia in Lowen. Una spiegazione e ridefinizione neurobiologica, Christa Ventling analizza un’apparente contraddizione inerente l’esercizio fisico: mentre da un lato diminuisce, consumandola, l’energia muscolare, produce dall’altro lato una “nuova energia” (A. Lowen) che si manifesta nel paziente come maggiore benessere e miglioramento generale dell’umore. Con la sua accurata spiegazione neurobiologica di questa “nuova energia” o “energia mentale”, l’autrice offre un interessante ripensamento dello stesso concetto di “energia”.

Quasi in dialogo con Christa Ventling sta il saggio di Piero Rolando, Il modello bioenergetico loweniano. Una rivisitazione critica (“critica” qui nel senso classico di “determinazione”, analisi della portata espressiva di un concetto o di una teoria). L’autore distingue 3 significati diversi del concetto loweniano: il significato scientifico, che tratta l’energia come ritmo metabolico dell’organismo, il significato bioenergetico connesso con la teoria dell’ansia, e un significato bioenergetico connesso con la teoria della scarica a terra. E ci sembra significativo che anche Rolando si soffermi, nella parte finale del saggio, sulla “dimensione soggettiva dell’esperienza interiore dell’energia”. Sono distinzioni che fanno pensare alla differenza tra corpo-oggetto e corpo vissuto nel pensiero fenomenologico, pensiero che forse potrebbe rilevarsi utile nel contesto di questa discussione.

In questo quadro ben si inserisce l’articolo di Enzo Dal Ri, Le esigenze epistemologiche della teoria bioenergetica come pratica psicoterapeutica. Genealogia e possibili sviluppi del modello energetico. Partendo dalla critica di George Downing al concetto di “energia” in generale, Dal Ri insiste su un “ripensamento epistemologico”, per evitare la diffusa accusa di non scientificità, e per affrontare meglio, con strumenti terapeutici affinati, l’insorgenza di patologie psichiche nuove. L’articolo dà tra l’altro anche interessanti spunti storiografici sulla genealogia dell’energetica freudiana nella cultura scientifica del suo tempo.

Will Davis è fondatore dell’approccio di psicoterapia somatica Points & Positions. Visto il ruolo fondamentale in questo approccio della pulsazione e dell’alternarsi tra instroke e outstroke energetico, si intuisce facilmente il suo profondo legame col pensiero reichiano. Infatti il suo contributo, dal titolo un po’ umoristico Tutto ciò che avresti sempre voluto sapere sui concetti de energia di Reich ma non hai mai osato chiedere, può essere letto come un grande dono al suo maestro austriaco. Il saggio di Will Davis si può leggere infatti come un’ottima introduzione all’”energia orgonica cosmica” di Wilhelm Reich, concetto-base della sua visione del mondo creativa e dinamica. Ritroviamo questa visione nei modelli umanistici dell’impulso alla realizzazione, alla congruenza e all’integrità della persona, modelli che sotterraneamente convergono col pensiero orgonico, evidenziandone la sua dimensione clinica.

L’ultimo contributo alla tematica dell’energia proviene da due rappresentanti autorevoli dell’area reichiana in Italia, Genovino Ferri, Direttore della Scuola Italiana di Analisi Reichiana, S.I.A.R., e il medico e psichiatra Giuseppe Cimini, dal titolo L’energia in analisi reichiana. Giustamente gli autori partono dall’”atmosfera di sospetto” che sempre ha circondato il discorso sull’energia, in particolare se viene usato nel contesto di una “tradizione di guarigione”. Ma è sorprendente vedere come gli autori riescono a inserire questo discorso all’interno dell’attuale dibattito scientifico-filosofico, come riescono a riformulare il funzionalismo orgonico di Reich “in perfetto accordo con il pensiero di processo della moderna teoria dei sistemi”. In questo senso ci offrono anche un’ interessante  definizione, in sintonia col pensiero loweniano: “La bioenergia è l’energia vitale che sottende la processualità biofisica e l’espressione delle emozioni dell’organismo: è l’elemento unificatore della dicotomia psiche-soma”.

Il numero si chiude con un tema di tutt’altra natura. La risata come autoespressione del Sé corporeo nasce dalla storia del suo autore, il Counsellor SIAB Lucio Sebastiani, che nel suo percorso personale è arrivato a integrare il cosiddetto Yoga della risata con la conduzione delle exercise classes bioenergetici. Dall’incontro di  questi due rami ha creato un interessante mix, in cui l’intercorporeità del gruppo degli esercizi favorisce l’esperienza della risata, espressione di una “giocosità primordiale”. Il bambino nasce, come ricorda Alexander Lowen, con una “vocazione innata al piacere e alla gioia”, e qualche eco di questa vocazione è ancora presente nel “bambino interiore” che è in ognuno di noi. È lì che possiamo ritrovare questa vocazione alla gioa, non per ultimo attraverso una bella risata.

 

Rosaria Filoni e Christoph Helferich