Il Congresso SIAB “Il corpo nella simulazione incarnata” si terrà dal 4 al 7 Aprile 2024 ad Ischia e ci auguriamo possa essere un confronto stimolante e rigoglioso come la natura che anima l’isola. Il Congresso, come è nella nostra tradizione, vuole essere un momento di crescita personale e professionale di tutti noi, ricreando l’atmosfera carica di energia degli ultimi Congressi Siab e allo stesso tempo un momento per festeggiare con tutti i 25 anni dal riconoscimento del Miur della Scuola di Specializzazione. Ci accompagneranno in questo Viaggio i workshops, le lectures, i gruppi di psicoterapia e le classi di movimento psico-corporeo curati dagli psicoterapeuti della Società di Analisi Bioenergetica, una Tavola Rotonda ricca di relatori tra cui saranno presenti come ospiti d’onore Vittorio Gallese, Luigi Ianiri, Massimo Biondi, Renata Tambelli, Marco Mazzeo e l’international Trainer I.I.B.A. Vita Heinrich.

 

La presenza di questi ospiti ci aiuta e ci stimola a interrogarci  su alcune questioni fondamentali sia da un punto di vista teorico che clinico. In primo luogo, cosa intendere con “simulazione incarnata”? E quale utilità può avere per il lavoro terapeutico?

Il meccanismo della simulazione incarnata è una modalità di funzionamento di base del nostro cervello. Vittorio Gallese spiega che ogni volta che siamo impegnati in una relazione interpersonale, questa relazione si fonda su una struttura neuronale di base che connette il mio corpo a quello altrui. Studi oramai trentennali hanno evidenziato la presenza negli esseri umani di complesse strutture di neuroni specchio in grado di attivarsi sia quando si compie una certa azione sia quando la si vede compiere a un altro. Nessuna elucubrazione, nessun pensiero “ponte” che debba connettere la tua esperienza alla mia perché la connessione è garantita da una modalità di base del funzionamento del cervello. Le ricerche osservano inoltre l’enorme precocità di questo processo di simulazione nel periodo prenatale e nell’infanzia, e le implicazioni sul rispecchiamento materno e la sintonizzazione affettiva.

Quale relazione assume questo contatto primario e costante, questo rispecchiamento continuo con i concetti di “transfert”, “controtransfert” o “identificazione proiettiva? La relazione tra paziente e terapeuta può essere definita così come un continuo rimando reciproco di simulazioni incarnate? Come investe questo rimando, nella stanza psicoterapica, la relazione presente e l’esplorazione psico-corporea del passato?

 

A tal proposito, sarà necessario domandarsi come il linguaggio sia collegato alla nostra storia evolutiva e alla nostra natura corporea. Grazie alle neuroscienze oggi siamo in grado di osservare le strutture neurali alla base della capacità umana di rispecchiamento nell’altro ma anche della capacità umana di pensare oltre il qui e ora. Gallese parla a tal proposito di “simulazione liberata” vale a dire “l’insieme di rappresentazioni simboliche ci consente di costruire mondi possibili, immaginari, paralleli”.
Il linguaggio è in grado di potenziare, quanto di interrompere, questa consonanza automatica e originaria. Ma in che modo? Come può essere utilizzata questa interruzione simbolica nella stanza terapeutica nelle continue risonanze, identificazioni, rimandi di senso che riguardano tanto le parole che il gesto corporeo dell’analisi bioenergetica?

 

L’interrogativo pare ineludibile se si prende in considerazione un terzo dato antropologico, il tema dell’infanzia. Il prolungamento del periodo dell’infanzia nella nostra specie sembra puntare il dito verso la necessità del piccolo sapiens di cure offerte da adulti sufficientemente competenti. Questo fenomeno, solitamente chiamato “neotenia”, che conseguenze ha sul piano teorico e clinico? Che cosa implica questa dipendenza prolungata, il carattere cronico dell’infanzia umana, per i principi cardine dell’Analisi Bioenergetica di Consapevolezza di Sé, Espressione di Sé e Padronanza di Sé?

 

Nel corso del convegno esploreremo le implicazioni di queste riflessioni nel processo psicoterapico in cui la mediazione corporea facilita il senso di una continuità biografica ovvero di un Sé Narrativo che cerchi di riscoprire esperienze e tessere nuove trame tanto corporee che verbali.

 

I Relatori

Massimo Biondi: Massimo Biondi, medico, psichiatra, già professore Ordinario di Psichiatria presso Sapienza Università di Roma e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale del Policlinico Umberto I.

Vittorio Gallese: Neuroscienziato e docente di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica all’Università degli Studi di Parma, dal 2016 al 2018 è stato Professor in Experimental Aesthetics all’Institute of Philosophy della School of Advanced Study dell’University of London, UK ed è Adjunct Senior Research Scholar presso il Dept. of Art History and Archeology, Columbia University, New York, USA. Tra le sue monografie: La nascita dell’intersoggettività. Lo sviluppo del sé tra psicodinamica e neurobiologia (Cortina, 2014), (con M. Guerra), Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze (Cortina, 2015); (con U. Morelli), Che significa essere umani?Corpo, cervello e relazione per vivere nel presente (Cortina, in stampa).

Vita Heinrich-Clauer: PhD, Psicologo-Psicoterapeuta. International Trainer dell’IIBA (International Institute for Bioenergetic Analysis) di New York. Membro del Bot dell’Iiba. È curatrice del Manuale di analisi bioenergetica, ed. it. a cura di Nicoletta Cinotti e Maria Rosaria Filoni, Milano: Franco Angeli 2013.

Luigi Janiri: Professore di Psichiatria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (Spi). Dirigente Medico Psichiatra di U.O.C. di Consultazione Psichiatrica e D.H. di Psichiatria Clinica presso il Policlinico Universitario Gemelli di Roma. Direttore della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università Cattolica del S. Cuore di Roma.

Marco Mazzeo è docente di filosofia presso l’Università della Calabria; è tra i fondatori della rivista “Forme di vita” (DeriveApprodi). E’ il segretario della Società italiana di Filosofia del linguaggio. Tra le sue monografie: Tatto e linguaggio. Il corpo delle parole (Editori Riuniti, 2003), Storia naturale della sinestesia (Quodlibet, 2005), Capitalismo linguistico e natura umana (DeriveApprodi, 2019).

Renata Tambelli: Professore Ordinario di “Psicopatologia dell’infanzia” presso il Corso di Laurea Magistrale  in Psicopatologia Dinamica dello sviluppo. Coordinatore del Dottorato in Psicologia Dinamica e Clinica.

 

Riflessioni di Marco Mazzeo e Roberta Pisello